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Scritta Non Pago di Leggere - Campagna europea contro ilprestito a pagamento - da un'iniziativa della biblioteca di Cologno Monzese-logo biblioteca-occhio


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N E W S e testimonianze

La Biblioteca Pública di Montijo (nella Diputación de Badajoz) ha elaborato una guida alla lettura con i libri degli autori spagnoli e portoghesi che hanno sottoscritto le ragioni della Campagna europea per il mantenimento del prestito gratuito in biblioteca e che sono presenti nelle collezioni della biblioteca stessa. Tra questi: Jordi Sierra i Fabrá, Lourdes Ortiz, José Saramago, Juan Marsé, Elvira Lindo, Maruja Torres, Miguel Delibes, Almudena Grandes, Soledad Puértolas, Luis Landero, Sánchez Dragó o Rosa Regás...
(dicembre 2004)

Alessandro Micheletti,

Il prestito dei libri nelle biblioteche pubbliche deve essere gratuito! Lasciatelo dire a me che da più di quarant’anni frequento a vario titolo le biblioteche di questa città. Per i primi venti le ho frequentate in veste di collaboratore editoriale e per lunghi periodi mi capitava di passare le giornate in Sormani a caccia di tredici righe su un certo argomento per completare una pagina o altri consimili lavori da certosino. Visto che regolarmente sfondavo il numero massimo di consultazioni giornaliere consentito, ricorrevo a questo espediente di mia invenzione. Finite le consultazioni chiedevo i libri in prestito, li restituivo dopo qualche ora e ne prendevo altri, sperando che i bibliotecari non se ne accorgessero. Se a quei tempi avessi dovuto pagare soltanto cento lire ogni prestito, sarei finito in bolletta. Comunque, per onestà, devo dire che ci sono finito lo stesso.
Poi sono venuti gli anni d’oro, quando con Saidou Moussa Ba giravamo le biblioteche per la presentazione dei nostri romanzi. Dico biblioteche, ma penso soprattutto a una biblioteca, questa, che per me viene al primo posto. E la cosa più bella è che in questi anni ho continuato a frequentare di tanto in tanto questa biblioteca stando seduto di volta in volta da una parte o dall’altra di questo tavolo, in veste di autore o di utente, e non sono mai tornato a casa deluso.
(Digressione: per me questa non è la biblioteca di quartiere, è l’Altrove. Io vedo tutte le volte la Bovisa con gli occhi con cui l’ha vista John Foot la prima volta. Per venire qui devo attraversare la città e lo faccio solo in occasione degli incontri che organizzate: questo comporta un impiego di tempo e di fatica soprattutto per uno che non si mette volentieri al volante. Ma per un vecchio marcusiano come me proprio questa distanza aggiunge valore al posto.)
Stasera, stando seduto da questa parte del tavolo, dico: non troverete mai un autore che per infinitesimali calcoli di royalties sia favorevole al prestito a pagamento. Andare in biblioteca a presentare un libro per un autore è l’aspirazione principale, sapere che un libro è presente in una biblioteca e che il servizio prestiti è il più ampio e libero possibile è la miglior garanzia, perché assicura al libro lunga vita. Ma andiamo avanti. Dal momento che anche come autore ero rimasto a bolletta, otto anni fa mi sono riciclato, ho cambiato attività e - manco a dirlo - sono finito a lavorare in una biblioteca. Si tratta di una biblioteca universitaria, luogo di studio e di ricerca più che di divulgazione, però in sostanza porto su e giù i libri, do informazioni (pardon: faccio reference) e se qualche studente supera il numero di consultazioni giornaliere chiudo un occhio. Seguendo la sigla che avete dato alla vostra catena, oggi rientro nella B di bibliotecario oltre che nella L di lettore e nella A di autore, mi mancano la E di editore e la L di libraio, ma chissà...
Comunque, anche passando da una lettera a un’altra, il mio giudizio rimane lo stesso, rafforzato oggi dal fatto che il deposito sotterraneo di libri in cui passo le giornate era un tempo il camposanto di un monastero e, quando l’hanno costruito, negli scavi hanno trovato le ossa dei frati. E il giudizio è questo: la biblioteca è un luogo speciale, che sta nella realtà che la circonda e con questa deve fare i conti, ma è un luogo che possiede anche una realtà sua, altra. Un luogo che sta nel suo tempo ma che racchiude anche un tempo suo, altro. Racchiude il tempo, o lo conserva, o lo fa scorrere all’indietro. Non solo perché per una sera ridà dignità di scrittore a persone che il corso della vita magari ha portato lontano dallo scrivere, ma perché ridà vita a un libro tutte le volte che il bibliotecario lo prende dallo scaffale e lo consegna al futuro lettore.
Per tutti questi motivi, perché la biblioteca conservi questa sua speciale natura, occorre che il prestito rimanga gratuito, che l’elemento denaro non la intacchi. Per tutti questi motivi... il prestito dei libri nelle biblioteche pubbliche deve essere gratuito!

Fonte: Intervento dell'autore alla serata organizzata dalla Biblioteca Dergano-Bovisa di Milano


Sergio Zurlo, coordinatore biblioteche Zona 9, Milano

Le ragioni di questa serata sono state ampiamente illustrate. Io vorrei portare semplicemente una testimonianza, dalla parte delle Biblioteche e dei Bibliotecari della Zona 9, che hanno organizzato questa manifestazione
Dal punto di vista Bibliotecario, la Zona 9 è relativamente ben fornita (escluso il cono MaciAchini-Garibaldi) ed è piuttosto alta la ‘penetrazione’. Le quattro Biblioteche Affori, Cassina Anna, Dergano-Bovisa, Niguarda contano quasi 20.000 iscritti, cioé il 15-20% della popolazione. Notevolissima anche l’affluenza (spesso le nostre Biblioteche, al pomeriggio ‘scoppiano’) ed il funzionamento del servizio. Sono Biblioteche molto inserite nel loro territorio e particolarmente legate, attente alla loro utenza.
Questi principi - forse, non da tutti, ugualmente valutati - sono i cardini del nostro operare.
Noi siamo convinti che su questa base si può innestare ogni innovazione tecnologica ed organizzazione scientifica, ma che non si può prescindere dal rapporto diretto con l’utenza.
Per la quale, abbiamo ritenuto immediatamente inconcepibile un’ipotesi come quella avanzata nei riguardi del prestito.
Un’ipotesi che, a nostro avviso deve essere assolutamente accantonata, annullata. Non ci può essere margine di trattativa, sia perché qualsiasi soluzione comporterebbe un danno diretto o indiretto, sia perché passerebbe il principio di questo ‘pedaggio’ anacronistico, antistorico, sostanzialmente illiberale.
Noi conosciamo, rappresentiamo, in particolare, la realtà delle Biblioteche di base. Realtà vivacissima, ma con un aspetto preponderante, che è sempre quello ‘promozionale’.
Ora, la nostra assoluta esperienza pratica - che nessuno può smentire - ci dice che qualsiasi piccolo, banale ostacolo, anche semplicemente di natura burocratica, che ci frapponga alla libera scelta dell’utente, comporta immediatamente una contrazione della richiesta e spesso la perdita dell’utenza stessa. Proprio per questo motivo cerchiamo, nelle Biblioteche di questa Zona, di eliminare qualsiasi complicazione inutile, cerchiamo di essere meno ‘fiscali’ possibile, di ‘fidarci’ col rischio eventuale di perdere un po’ di libri. Meglio perdere qualche libro ed avere una biblioteca viva e funzionante, piuttosto che conservare e proteggere una Biblioteca imbalsamata!
L’introduzione di un ticket sarebbe, da questo punto di vista, un’assoluta catastrofe, che - oltre ad introdurre un principio oscurantista e socialmente iniquo snaturerebbe completamente la libertà di scelta e di ricerca.
Se devo pagare il prestito, non scelgo tanti libri da esaminare con calma, ma devo individuare subito quello che mi serve e per il quale pago. Analogamente, il Bibliotecario non potrà proporre una gamma vasta (e costosa) ma dovrà introdurre l’inedito criterio: il massimo delle informazioni, con la minore spesa.
Per non parlare della ‘narrativa’ e di tutti gli altri interessi ‘gratuiti’. Queste scelte diventerebbero immediatamente uno spreco, concesso Solo a chi ha tempo da buttare (ancora qualcuno lo pensa) e, a questo punto, anche soldi da buttare.
Nei confronti della lettura e dell’informazione, noi abbiamo sempre definito la biblioteca un ‘luogo di piacere’.
Abbiamo sempre tenuto a distinguerla anche dalla scuola, che suo malgrado, dal punto di vista della lettura ha altri obblighi ed obiettivi. Abbiamo sempre affermato che ognuno, dal piccolissimo all’anziano, doveva scegliere, in assoluta libertà, quello che voleva e quanto voleva. Libero da ogni condizionamento; ovviamente, anche - o, forse, prima di tutto - quello economico.
Sarebbe certo sgradevole per noi dover dire: "Senta, questo è un piacere, però ... a pagamento".
E... a parte il piacere, il servizio Bibliotecario non può essere considerato un grazioso omaggio (quindi ritirabile).
Certo, qualche decennio fa le Biblioteche erano ritenute un appendice ricreativo-assistenziale, di scarsa importanza e di carattere consolatorio.
Ma la storia - per fortuna - è passata per tutti ed ora, giustamente, i cittadini considerano le Biblioteche - compreso il prestito gratuito - un diritto acquisito ed inalienabile.
Anche perché, preventivamente pagato attraverso le tasse.
Per queste pratiche considerazioni e per questi concreti motivi, le Biblioteche della Zona ) hanno deciso questa iniziativa di informazione che è l’inizio di una civile, ferma mobilitazione per bloccare sul nascere qualunque insana idea sul pagamento del prestito.
Si è detto che il solo fatto di discutere questa sciagurata ipotesi, fa riaffiorare stagioni che si pensavano assolutamente superate.
Noi crediamo che l’utenza, la cittadinanza tutta saprà respingere e vanificare questa ipotesi inaccettabile.
Nell’organizzazione di questa serata avevano aderito, fin dall’inizio, alcune Associazioni, che da anni collaborano attivamente con le Biblioteche di questa zona.
Il Settore Biblioteche ha poi preferito assumersi completamente la responsabilità di questa manifestazione.
Le Associazioni non compaiono, quindi, nel programma, ma non hanno fatto mancare -anche in questa occasione - la loro collaborazione.
Per questa serata dobbiamo ringraziare, in particolare, il Centro culturale Multietnico ‘La Tenda’ e l’Associazione ‘La Cometa Chiara’.
Credo di poter chiudere il mio intervento dichiarando che la posizione di tutto il Personale delle Biblioteche della Zona 9 è per il SI al prestito gratuito e, simmetricamente, per il NO più deciso, assoluto a qualsiasi ipotesi di pagamento diretto o indiretto del prestito.
In zona 9 si legge e si leggerà sempre gratis!

Fonte: Intervento dell'autore alla serata organizzata dalla Biblioteca Dergano-Bovisa di Milano


Angelo D'Adda, direttore della Biblioteca di Melzo (Mi)

Proposta



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nopago@comune.colognomonzese.mi.it

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