Logo dell'iniziativa contro il prestito a pagamento - Divieto d'accesso con scritta Non Pago di Leggere - disegno

Scritta Non Pago di Leggere - Campagna europea contro ilprestito a pagamento - da un'iniziativa della biblioteca di Cologno Monzese-logo biblioteca-occhio


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Gli autori in difesa del prestito gratuito nelle biblioteche
[appello sottoscritto da numerosi autori italiani - primi firmatari Dario Fo e Franca Rame]

Decalogo dei diritti degli autori (di Blanca Calvo)


N E W S e testimonizanze

Erri De Luca ha scritto un messaggio autografo per le biblioteche e i bibliotecari:
"L'onore di un libro sta nelle molte mani che sfogliano una singola copia. Le biblioteche pubbliche sono il luogo di questo onore. Sono zone franche del libro, lasciamole in pace"
alla biblioteca di Valenza (10/11/04)



Il nuovo romanzo di Wu Ming 1 intitolato "New Thing" in uscita il 25 ottobre recherà tale dichiarazione:
"L'autore di questo libro difende la gratuità del prestito bibliotecario ed è contrario a norme o direttive che, monetarizzando tale servizio, limitino l'accesso alla cultura. L'autore e l'editore rinunciano a riscuotere eventuali royalties derivanti dal prestito bibliotecario di quest'opera."
comunicazione ricevuta direttamente dall'autore (05/10/04)
Si veda anche l'invito a far circolare un appello degli autori con Giap


Paolo Agaraff ha scritto un racconto per la Campagna che si intitola... Non Pago di Leggere
comunicazione ricevuta direttamente dall'autore (27/07/04)


Matteo B.Bianchi

Quando ero un ragazzino e non potevo permettermi tutti i libri che avreo voluto leggere, la biblioteca era la mia salvezza. Sono andato così tante volte alla biblioteca del mio paese che a un certo punto la bibliotecaria ha cominciato a portarmi con sé quando andava comprare le novità. Io la aiutavo a sceglierle. Ero passato da fruitore a consulente, sulla base del mio semplice entusiasmo per i libri. Forse se sono diventato scrittore lo devo a quei libri che ho letto, gratuitamente, in biblioteca. Gli stessi libri che, crescendo, mi sono comprato, ho regalato, ho prestato, perso e ricomprato ancora. Le biblioteche avvicinano alla lettura migliaia di persone, continuamente. Persone che grazie a questo contatto finiscono per comprare libri, per sé, per gli amici. Tassare le biblioteche mi sembra assurdo come tassare il piacere per la lettura.
da un messaggio personale di posta elettronica alla biblioteca


Wu Ming

Quando il copyright fu introdotto, tre secoli fa, non esisteva alcuna possibilità di "copia privata" o di "riproduzione non a fini di lucro", perché solo un editore concorrente aveva accesso ai macchinari tipografici. Tutti gli altri potevano solo mettersi l'anima in pace e, se non potevano comprarseli, semplicemente rinunciare ai libri. Il copyright non era percepito come anti-sociale, era l'arma di un imprenditore contro un altro, non di un imprenditore contro il pubblico. Oggi la situazione è drasticamente cambiata, il pubblico non è più obbligato a mettersi l'anima in pace, ha accesso ai macchinari (computer, fotocopiatrici etc.) e il copyright è un'arma che spara nel mucchio.



Stefano Benni

Sono d'accordo che le biblioteche debbano essere gratuite. Il diritto d'autore è sacrosanto, ma per quello ci sono le librerie e il resto. Perciò mi fa piacere che abbiate usato Moro Seduto* (anche se è il mio libro peggiore, forse o comunque un libro che amo meno di altri). (...) vi faccio i migliori auguri di buon lavoro. [*si riferisce alle cartoline in usa e diffondi, ndr]
da un messaggio di posta elettronica alla biblioteca



Enrico Brizzi, narratore e frequentatore di biblioteche

Già che in Italia si legge così tanto -e bene- l'iniziativa del ticket in biblioteca mi sembra un ottimo modo per radere al suolo e seminare a sale ciò che resta di una rete capillare di luoghi in cui la lettura può essere un'esperienza nutriente e condivisa... Come autore letto e prestato nel sistema bibliotecario, se mai passasse la proposta di prestito a pagamento, mi impegno a devolvere l'incasso dei miei ticket esclusivamente a cooperative e associazioni di sincero carattere culturale. Complimenti, come sempre, alle associazioni nazionali di categoria (l'associazione italiana editori, in questo caso) che anziché inorridire hanno applaudito all'ennesima rovinosa proposta tesa a renderci un popolo ancora più triste e rassegnato. Un ringraziamento caldo e sincero, invece, alla biblioteca di Cologno per avere aperto questo spazio di dissenso e... in bocca al lupo a chi non abbassa la testa
dal form delle adesioni



Nicoletta Vallorani, scrittrice

Sono stata una bambina molto solitaria e timida, del tutto diversa dalla tremenda rompiscatole che sono ora. Nell'impossibilità di far parte attivamente del mondo reale - che non capivo da sola e nel quale soprattutto non riuscivo a integrarmi - i libri hanno rappresentato per anni il mio universo di simulazione, il mio premio, la mia riserva di storie e - questa è la cosa più importante - il mio addestramento alla vita. Le biblioteche sono state il mio mondo, e non posso tollerare neanche l'idea che le mie figlie o i miei studenti non abbiano la possibilità di servirsene nello stesso modo. E poi c'è anche un altro aspetto della questione, più politica, nel senso di pertinente alla polis, alla comunità che abitiamo: il primo atto di ogni dittatura è il rogo dei libri. Il primo sintomo di un rimbecillimento sociale imminente è la privazione della lettura. Il primo segno di regressione civile è il taglio sugli strumenti educativi. Quindi questa battaglia contro il prestito a pagamento DEVE essere fatta: per noi stessi come singoli e come comunità. E non è solo una faccenda di carta e di inchiostro: come sempre, come in tutte le belle storie, si tratta di carta che diventa carne, inchiostro che racconta persone.
da un messaggio personale di posta elettronica alla biblioteca



Manuel Rivas

Lo scrittore spagnolo Manuel Rivas ha consentito al Sistema di Lettura pubblica della Catalogna di utilizzare la sua immagine per la promozione delle biblioteche e per la campagna contro il prestito a pagamento. Lo slogan "Contrabbando culturale nelle biblioteche pubbliche", ha, secondo M. Carme Renedo i Puig ("Servei Regional de Suport a la Lectura Pública"), un doppio significato. Da un lato allude a una frase dello stesso Manuel Rivas, in cui sosteneva che Galizia e Catalogna devono fare "contrabbando culturale", ossia stabilire "relazioni dirette e non mediatizzate". Dall'altro vuole indicare il rischio che, in seguito al prestito a pagamento, le biblioteche si vedano costrette a fare "contrabbando culturale".
Fonte: Messaggio di Palomera Costas nella lista di discussione spagnola "Públicas".



Bruno Tognolini

FILASTROCCA DEI DIRITTI D'AUTORE DI TUTTO
Se vuoi un bel romanzo di sogni e di draghi
Lo cerchi, lo trovi e lo paghi
Se vai in biblioteca c'è libero accesso
Ma il libro lo paghi lo stesso
C'è un foglio che spiega che cos'è il diritto
Quel libro qualcuno l'ha scritto
È giusto così, faccio una passeggiata
Che bella serata, c'è un'aria incantata
Ammiro una chiesa, una bella facciata
E quella chi l'ha disegnata?
Raccolgo un papavero: e se è brevettato?
Qualcuno dev'esser pagato?
Ammiro un paesaggio, mi piace, mi appaga
Mi volto: dov'è che si paga?
Ma non c'è nessuno che stacca il biglietto
Così torno a casa, mi butto sul letto
Mi viene da piangere, dico: lo accetto
Son qui, pago io, pago tutto
Il mondo è in affitto, li pagherò io
I diritti d'autore di Dio

Contributo dell'autore all'iniziativa tenutasi a Bologna il 23 aprile



Luigi Dal Cin

Mi è stato chiesto dagli amici della Biblioteca di Cologno Monzese di intervenire con una breve testimonianza.
La faccenda mi appare intricata!
Mi pare si tratti proprio di una intricata faccenda economica e di diritto.
Non so esprimermi sulla questione economica e di diritto degli editori (penso anzi che qualche soldo in più, specialmente nelle casse dei piccoli-medi editori, non farebbe male!).
Ma posso farlo per la parte che personalmente riguarda me, come autore di libri per ragazzi.
Le biblioteche hanno un ruolo indispensabile nel promuovere la lettura tra i ragazzi, nel creare consuetudine con il libro ed entusiasmo per il piacere di leggere, in modo spesso divertente: letture pubbliche, incontri con l’autore, attività teatrali, gare tra lettori... Si tratta di una vera e propria educazione, un’occasione preziosa offerta ai ragazzi che, sono sicuro, rimarrà loro nel tempo e, volendo, li avvicina fin da subito alle librerie.
Temo che nella situazione attuale delle biblioteche pubbliche italiane l’introduzione del prestito a pagamento, nel caso in cui lo si intenda a carico delle biblioteche stesse, possa portare in concreto alla dispersione di tutti gli sforzi che faticosamente, nella promozione alla lettura, sono stati fatti e si stanno facendo.
Temo che, in tale ipotesi, il denaro speso dalle biblioteche per il prestito a pagamento non vedrebbe poi un corrispondente aumento generale di contributi pubblici ad esse erogati. Temo.
E temo che i primi inevitabili tagli riguarderebbero proprio le attività di promozione alla lettura per i ragazzi (che portano tra l’altro all’acquisto di libri).
Un circolo vizioso, temo.
A scapito della lettura.



Erminia Dell'Oro

Prestito a pagamento in biblioteca?
Ci si potrebbe scrivere un racconto. Surreale. Comico e drammatico.
A proposito di racconti e di biblioteche, ho il mio. Una storia vera.
Il quindici aprile è stata riaperta la Biblioteca Sicilia, in Via Sacco.
Da tempo attendevo l’evento, guardando le mura che nascondevano – si diceva – la biblioteca in costruzione.
Non udivo le voci dei manovali, né il rumore delle ruspe. Solo il silenzio, oltre quelle mura.
Sarà vero? Chiedevo in giro, a bassa voce, con il timore che qualche male intenzionato fosse in ascolto e costruisse in una notte un parco. Un parco macchine, altro che alberi o biblioteche.
Passavo e ripassavo nevroticamente davanti alle invalicabili mura, custodi del mistero. Passavano anche gli anni, mentre io continuavo a sperare, andando avanti e indietro in Via Sacco, guardata con sospetto dai negozianti.
E se dietro quelle mura, pensavo, ci fosse stato il nulla, o le solite promesse non mantenute, murate per sempre nei mattoni? O il testardo tenente Dogo, in attesa dei tartari, mentre, nel frattempo, nella fortezza sono arrivati i barbari?
In un giorno di luce, come nelle favole, la Biblioteca riapre le sue porte.
Emozionata mi precipito oltre le mura, prima che arrivino le autorità per l’inaugurazione.
Eccola, finalmente, la Biblioteca di Zona. Tocco gli scaffali, i libri, i tavoli. Non è un miraggio. Luce, colori, lo spazio bambini, anche piante e fiori oltre le vetrate. E bibliotecari affabili, indaffarati, felici, anche loro, di avere varcato le mura.
Sento la necessità, quasi epidermica, di avere subito la tessera. Una per me, una per mio nipote Niccolò, dieci anni, instancabile lettore.
Nel pomeriggio vado ad attenderlo all’uscita dalla scuola.
-Ho una sorpresa- gli dico dandogli la tesserina verde con il suo nome. Gli brillano gli occhi. E’ felice. Fra lettori ci intendiamo.
-Voglio andare subito a vedere la biblioteca - esclama.
Entriamo, si sofferma davanti agli scaffali di libri per adulti, guarda i DVD, va nello spazio bambini, prende un libro, nonostante ne abbia ancora da leggere. Andiamo a registrarlo, Niccolò dà la tessera, la riprende. Aspetta che io metta mano, come si suol dire, e fare, al portafoglio.
- Ma è gratis? - domanda, stupito.
Abituato a vedere che tutto si paga, questa sì che è una bella sorpresa- Mentre andiamo a casa si volta a guardare la biblioteca. Può leggere i libri che desidera. Gratis!
E se un giorno dovessimo pagare? Chi glielo spiega a Niccolò che alcuni maltemponi hanno deciso che il prestito in biblioteca si paga? Che di questa strana società degli adulti c’è poco da fidarsi?
‘‘C’erano, una volta, le belle sorprese. Ma erano come le bolle di sapone, sparivano subito. Arrivavano quelle brutte, puntualmente, ogni giorno. E un giorno ai bambini, agli studenti, ai pensionati, agli studiosi, a tutti i lettori non vennero più dati i libri ‘gratis’ nelle biblioteche. Coloro che non potevano pagare divennero così tristi che le menti si spensero, piano piano, per mancanza di libri. Perché ‘i libri sono la vita’ ‘’.
Spero sia solo una favola.
No al prestito a pagamento. Il servizio biblioteche lo paghiamo
Con le tasse. A Niccolò non l’ho spiegato. Per lasciargli, intatti, quei momenti di felicità.
Spero che un domani, lui e i giovani della futura società si ribellino a proposte che umiliano la cultura. Nei nostri tempi già abbastanza umiliata.

Intervento all'iniziativa di Milano, 23 aprile, Biblioteca Dergano-Bovisa





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